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Carugate, 03 maggio 2006

PER UNA MANCIATA DI LENTICCHIE
di Umberto Allegrini

Il 28 e 29 maggio i cittadini di Carugate saranno chiamati alle urne per eleggere il proprio sindaco.
Fino ad alcuni giorni fa era diffusa la convinzione che la scelta sarebbe avvenuta fra due gruppi: uno di centro sinistra e uno di centro destra.
In realtà in questa settimana se ne è aggiunta una terza, promossa e sostenuta dalla Lega Nord.
La notizia si è diffusa per Carugate come un baleno.
Molti naturalmente sono rimasti meravigliati.
La domanda più ricorrente, che mi è stata posta, è questa “per quale ragione la Lega Nord partecipa con una propria lista, che si contrappone a “Carugate futura”, dove sono presenti alcuni membri della locale sezione della Lega Nord, fra i quali il candidato sindaco e il segretario, il signor Garbi Aligi fondatore indiscusso della stessa?”.
Personalmente mi attendevo l’arrivo della terza lista: la sua presentazione non è stata per me una novità.
Nei giorni precedenti c’erano state infatti alcune schermaglie fra gli organi locali della Lega e quelli provinciali sul modo di proporre la lista “Carugate futura”.
Se vi interessa conoscere il motivo del trambusto che si è creato in questi giorni vi consiglio di seguirmi nella lettura.

Dovete sapere che la nascita del terzo concorrente la si deve ad una manciata di lenticchie. Sembrerà strano ma è proprio così.
Agli inizi di febbraio la Lega Nord locale abbozza una propria lista per le elezioni comunali del paese.
L’amico Franceso Corrias, in qualità di segretario della sezione di Forza Italia di Carugate, venuto a conoscenza delle intenzioni della Lega mi contatta per verificare la fattibilità della preparazione di una lista civica in alternativa a quella predisposta dal centro-sinistra.
A quel punto iniziano a livello locale frenetici contatti.
In prima battuta fra Lega Nord e Forza Italia.
In seguito anche con tutti i partiti che si riconoscono nella “Casa delle libertà”.
Dialogando e confrontandoci insieme troviamo una consistente intesa.
Tutti siamo dell’idea che è doveroso superare le inutili e dannose barriere che le appartenenze ai partiti nazionali creano e di dar corpo conseguentemente ad una lista civica in grado di coinvolgere i concittadini, schierati politicamente o non schierati, che desiderano fornire il proprio contributo per la gestione del paese.
Insieme ci mettiamo attorno ad un tavolo per elencare ed approfondire la conoscenza delle necessità del nostro comune e per concordare i provvedimenti da mettere in atto.
Tutto fila liscio come l’olio nella massima armonia.
Giunge il momento di formalizzare il progetto.
Si procede alla preparazione del simbolo, alla stesura del programma e si studia la modalità per farci conoscere.
Alla fine si decide di predisporre un documento così composto:

  • in alto il simbolo “Carugate futura”
  • al centro l’elenco dei candidati
  • in basso optiamo per l’esposizione dei simboli dei partiti sostenitori.

La presenza dei simboli a piè di pagina la riteniamo doverosa e necessaria: vogliamo far capire agli elettori che trattasi si di lista civica, ma di centro destra con forte radicamento e connotazione negli ideali cattolici.
Naturalmente chiediamo ai partiti coinvolti di fornirci il proprio benestare all’utilizzo dei loro simboli.
Tutti avallano la soluzione, solo la Lega Nord pretende una lista a forte connotazione politica.
Quindi chiede che i simboli dei partiti, con dimensioni ridotte, vengano inseriti come tante piccole lenticchie nel logo della lista.
Sinceramente, presi dagli impegni che la preparazione di una campagna elettorale comporta, memori inoltre del motto, che la Lega a piè sospinto divulga “padroni a casa nostra”, rispettosi degli impegni presi con le terze parti e forti della conoscenza della realtà locale decidiamo che la soluzione concordata è quella più valida: le lenticchie restano dove le abbiamo posizionate.

Apriti cielo.
La dirigenza leghista si imbufalisce e in una conversazione telefonica il responsabile d’area mi avverte che contravvenendo alle indicazioni fornite dall’alto non sono più degno di appartenere al movimento.
A quel punto, dopo essermi accorto della rigidità delle posizioni assunte da ambo le parti, vedo svanire qualsiasi possibilità di accordo, pertanto prendo carta e penna ed inoltro al mio segretario di sezione le mie dimissioni.
Da questo momento è un susseguirsi continuo di telefonate fra la dirigenza locale e gli alti vertici provinciali, che poi conducono alla rottura, alla rimozione del segretario Garbi Aligi e alla diffusione del comunicato stampa a contenuto altamente diffamatorio nei miei confronti.
Personalmente ho la coscienza a posto: sono riuscito a legare persone, che per vari motivi, da molto tempo, non dialogavano fra loro, per costruire un gruppo fortemente coeso ed intenzionato a lavorare per il bene di Carugate.
Ora la parola spetta agli elettori. Riuscirà il gruppo della “Lega Nord”, formato da persone raccolte all’ultimo minuto un po’ nel paese e la maggior parte dai comuni limitrofi, a rompere gli equilibri? Lunedì pomeriggio 29 maggio avremo la risposta.
Personalmente avrei mai più pensato che poche lenticchie riuscissero ad essere così indigeste.
Io e i miei colleghi di avventura confidiamo nell’intelligenza dei nostri concittadini e ci auguriamo che sappiano premiare la compagine, che ha lavorato con impegno e serietà per il bene del nostro paese.

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